Il Vin Santo toscano è un vero monumento dell’enologia italiana. Ha bisogno di anni e cure certosine ed è dolce come ambrosia. Vediamo insieme come si produce, quali sono le sue caratteristiche organolettiche e come si conserva.

Vin Santo e Vino Santo… sono la stessa cosa?

Diciamolo subito, si tratta di vini completamente diversi. La confusione purtroppo nasce a causa di una lettera… la “o”. Il Vino Santo, infatti, è prodotto in Trentino con le uve di Nosiola, mentre il Vin Santo è prodotto in Toscana ed è a base di uve di Malvasia e/o Trebbiano toscano (Vin Santo del Chianti, Vin Santo di Carmignano, Vin Santo Montepulciano), ma anche a base di uve Sangiovese (Vin Santo del Chianti Occhio di Pernice, Vin Santo di Carmignano Occhio di Pernice, Vin Santo Montepulciano Occhio di Pernice).

È comune ad entrambe le regioni il risultato. Tutte e due i vini, infatti, sono dolci, presentano un tenore alcolico elevato e sono perfetti con i dolci secchi (es. cantucci) o i formaggi molto stagionati.

Vin Santo toscano, caratteristiche

Le uve destinate alla produzione del Vin Santo toscano sono lasciate appassire al coperto in graticci o sulla paglia (in locali ben aerati) per alcuni mesi. Poi le uve appassite vengono pigiate e i mosti lasciati fermentare in piccole botti da 50 litri circa per mesi o anche anni.

Si presenta di colore giallo dorato fino all’ambrato e al naso si percepiscono note di uva passa, fico secco, noce e miele, ma anche di mele cotogne in confettura, datteri, mandorla, albicocca secca e canditi. Questo vino, come tutti i passiti, va degustato nei classici calici di piccola dimensione, a una temperatura di servizio di 8-12°C.

Vin Santo toscano, quanto tempo si conserva?

Se si conserva bene (ben chiuso e in frigo), il Vin Santo si mantiene inalterato anche per mesi.