Il Teroldego Rotaliano è un vino tipico del Trentino Alto Adige, per la precisione della zona di Trento, dove viene allevata un’uva che da’ vita ad un rosso dagli aromi e dal gusto caratteristici, come è il prodotto oggetto della nostra degustazione settimanale.

Prodotto da Cavit, la Cantina viticoltori del Trentino che riunisce al suo interno 4.500 coltivatori (10 cantine), si tratta di un rosso contraddistinto dalla Denominazione di origine controllata ed appartenente alla linea commerciale “Mastri Vernacoli”, che intende valorizzare i vitigni tipici dell’enologia trentina.

Realizzato con uve Teroldego in purezza, questo vino nasce da vigneti ubicati nel Campo Rotaliano, a nord di Trento, per la precisione nei Comuni di Mezzolombardo, Mezzocorona e San Michele all’Adige, alla confluenza del torrente Noce con il fiume Adige. Le piantagioni sono caratterizzate da un suolo ricco di ghiaia e sabbia, e beneficiano di buone escursioni termiche tra il giorno e la notte; l’allevamento è del tipo a pergola trentina.

La vendemmia avviene tra la seconda metà di settembre e la prima parte di ottobre, quando i grappoli maturi sono portati in cantina, selezionati e diraspati; l’uva è sottoposta a macerazione per un massimo di 9 giorni, quindi è messa a fermentare in recipienti di acciaio inox a temperatura controllata. Infine si registra un breve affinamento in botti di rovere per la durata di circa 6 mesi.

Il Teroldego Rotaliano Doc Cavit è messo in commercio con la gradazione di 12,5% vol. Stappiamo la bottiglia un’ora prima del consumo, e versiamo il vino in ampi calici a tulipano alla temperatura di servizio di 18° C. Facendo oscillare il bicchiere, noteremo un colore rosso rubino intenso, con riflessi violacei e porpora (o aranciati, se la bottiglia è stata sottoposta ad invecchiamento).

Ad un esame olfattivo si percepiscono netti sentori di frutti di bosco, come lamponi, mirtilli, more, fragoline, ma anche aroma di banana, litchi, vaniglia, e note di noce moscata e liquirizia. In bocca il vino è secco, ma non eccessivamente, di buon corpo, con una trama tannica ben integrata ed equilibrato; non troppo strutturato, ha un finale persistente ed asciutto, con un lieve retrogusto fruttato.

Abbineremo il Teroldego Rotaliano Doc “Mastri Vernacoli” ad antipasti di salumi e formaggi mediamente stagionati, primi piatti saporiti al ragù, ma soprattutto a carni bianche al forno (pollo con patate), carni rosse arrosto e bolliti. E’ l’ideale per accompagnare anche zuppe di legumi o la parmigiana di melanzane e, perché no, si può azzardare anche l’abbinamento con del pesce di mare in umido con salsa di pomodoro. Questo vino si presta ad un invecchiamento in cantina non troppo lungo. Alla salute!