A Natale il vino diventa sempre più spesso il regalo giusto. Secondo l’Osservatorio Signorvino, Prosecco, Ripasso e Franciacorta sono i vini scelti dagli italiani per il brindisi. Conosciamo meglio questi grandi vini della tradizione italiana!

Prosecco, il vino patrimonio dell’Unesco

Qualche mese fa (a luglio 2019) le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene sono entrate ufficialmente nella lista del Patrimonio mondiale come Paesaggio culturale. Una bella soddisfazione per un territorio che ci ha regalato un vino bianco sapido e dai profumi fruttati e floreali.

Il vitigno base per la produzione del Prosecco è la Glera, ma possono essere utilizzate anche altre uve come il Verdisio, la Perea e la Bianchetta, in una percentuale complessiva che non superi il 15%. Questo vino, è perfetto per l’aperitivo, ma anche per accompagnare gli antipasti e i primi e secondi piatti a base di pesce. i consiglia di servire a una temperatura di servizio di 8-10°C.

(Valpolicella) Ripasso, il cugino del grande Amarone

Il Valpolicella Ripasso ha visto in questi ultimi anni un vistoso incremento nel gradimento presso i consumatori e non a caso! Questo vino rosso, infatti, condivide con l’Amarone e il Recioto, le stesse origini: le migliori uve di Corvina e altre varietà autoctone come Rondinella e Molinara.

Questo vino prende il nome dall’antica pratica di ripassare il vino, cioè di rimetterlo in contatto prolungato con le vinacce. In seguito si capì che in questo modo s’innesca una seconda fermentazione, che arricchisce il vino in colore, struttura e profumi. Al termine del processo, che include anche il passaggio in legno, il vino acquisisce una struttura più robusta, un colore più intenso e una maggiore rotondità. Il Ripasso dà il meglio di sé con i piatti a base di carne rossa, ma anche con i primi piatti con ragù e con una più rustica pasta e fagioli. La temperatura di servizio consigliata è di 16-18°C.

Il Franciacorta non è il Prosecco!

Molti tendono a confondere il Franciacorta con il Prosecco, ma pur essendo vini spumanti entrambi in comune hanno ben poco! Questo vino, infatti, a differenza del Prosecco che viene prodotto con un metodo di spumantizzazione più veloce (metodo Charmat, richiede più tempo. Il Franciacorta si ottiene con il metodo classico (detto anche Champenoise), che prevede la seconda fermentazione in bottiglia. Il tempo di riposo sui lieviti in bottiglia è piuttosto lungo, mai inferiore ai 18 mesi, che diventano 30 per i millesimati e ben 60 mesi per le riserve.

Il Franciacorta inoltre, si ottiene dalle uve Chardonnay e/o Pinot nero (è permesso anche il Pinot bianco fino a un massimo del 50%). Al naso si percepiscono sentori di crosta di pane e di lievito, ma anche note di agrumi e di frutta secca. Al palato è fresco e armonico. La temperatura di servizio consigliata è di 12-13°C.